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LA STORIA DEL CINEBOX, IN UN LIBRO PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessio Crisantemi   
lunedė 11 giugno 2007

 
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Vittorio De Sica accanto al Cinebox

Fu presentato sul mercato mondiale come "la bomba cinemusicale del secolo", agli inizi degli anni Sessanta. Il Cinebox, apparecchio di produzione italiana, trasmetteva gli antenati del moderno videoclip. Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Bobby Solo, Tony Renis, Gianni Morandi, ma anche Vittorio De Sica (nella foto, accanto al Cinebox) e l'americano Frankie Avalon, furono testimonial del Cinebox. Michele Bovi, giornalista rai, caporedattore del Tg2, ne ha scritto la biografia, tracciando la storia, passo dopo passo, dell'apparecchio che ha segnato un passo fondamentale nella storia della musica e che ha ricoperto un ruolo importante in quella del settore dell'intrattenimento. "Da Carosone a Cosa nostra. Gli antenati del videoclip" è il titolo del suo libro, edito da Coniglio Editore, che sarà presentato a Milano Venerdì 15 giugno, alla Sala Appiani dell'Arena Civica, con la presenza dell'autore e del poeta, scrittore e compositore di brani divenuti celebri, Pasquale Panella.

 Saranno presenti inoltre tutti i protagonisti dell'avventura italiana del Cinebox: dal regista Vito Molinari ai dirigenti della leggendaria SIF a numerosi artisti che lavorarono per quei filmati. . Un libro di testimonianze esclusive, con la prefazione del Presidente della SIAE Giorgio Assumma e i ricordi di Pasquale Panella, arricchito da 700 fotografie inedite per documentare  la primogenitura italiana della creazione del tradizionale veicolo di promozione della canzone. Il primo videoclip della storia, non è affatto a stelle strisce. La prima pellicola a colori realizzata per la  promozione di un brano musicale non è nata infatti  a New York, a Hollywood o a Londra,  bensì nel nostro paese nel 1959, grazie all'accordo di collaborazione capitolino-meneghino costituito  da due romani, l'inventore Pietro Granelli e l' industriale Paolo Emilio Nistri, direttore della Ottico Meccanica Italiana, e un imprenditore milanese, Angelo Bottani, braccio destro dell'allora presidente dell'Inter Angelo Moratti. Dal matrimonio d'affari tra i tre scaturì l'avventura del  Cinebox, il juke-box  ad immagini per il quale fu appunto concepito  l'utilizzo del filmato a  colori  da circa 3 minuti  che negli anni Settanta assunse il nome di videoclip. L'apparecchio fu presentato nell'aprile  del 1959 al Circolo della Stampa Romana a Palazzo Marignoli e nei due mesi successivi  esposto alla Fiera di Milano e alla Fiera di Roma che inaugurava la nuova sede di via Cristoforo Colombo. Le prime pellicole erano interpretate da Renato Carosone, Don Marino Barreto Jr , Domenico Modugno,  Peppino Di Capri, Nilla Pizzi, Tonina Torrielli, Wera Nepi.  L'azienda produttrice si chiamava SIF (Società Internazionale di Fonovisione) con sede a Milano in Via Matteotti 10  e succursali in tutta Europa e negli Stati Uniti,  e propose l'apparecchio sui mercati internazionali.
L'iniziativa scatenò una  guerra commerciale tra Italia, Francia (che un anno dopo  il debutto del Cinebox iniziò a produrre e commercializzare un apparecchio analogo, lo Scopitone) e Stati Uniti, e una straordinaria sfida artistica  tra registi esordienti come Claude Lelouch, Francis Ford Coppola, Robert Altman, i nostri  Vito Molinari e Enzo Trapani, il tutto inserito in una cornice inquietante che vide in veste di protagonista  Cosa Nostra e segnatamente le famiglie di Vito Genovese e Lucky Luciano. La Commissione Anticrimine diretta dal senatore Robert Kennedy decretò la  fine dell'avventura.
La  ricostruzione della avventurosa "preistoria" del videoclip musicale è frutto di una ricerca di Michele Bovi che ha scovato oltre mille filmati a colori dell'epoca, fotografie di scena, locandine promozionali per i mercati italiano, francese, inglese e americano di Cinebox e Scopitone. La ricerca è diventata un libro con 700 immagini inedite e le altrettanto esclusive testimonianze dei protagonisti italiani , francesi e statunitensi : imprenditori, registi, cantanti, giornalisti.

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